Biotecnologie Microbiche Alimentari

Storia

Il dottorato in Biotecnologie microbiche afferente all’allora Istituto di Microbiologia Agraria e Tecnica della Facoltà di Agraria è stato istituito nel 1989 con il V ciclo. La necessità di istituire il dottorato si fondava su considerazioni riguardanti diversi aspetti. Innanzitutto, la constatazione che già dalla fine degli anni settanta il mondo economico e politico internazionale riservava particolare attenzione alle Biotecnologie avanzate per produrre beni e servizi e che, grazie all’interdisciplinarietà, potevano essere raggiunti molti obiettivi. Le biotecnologie si basano infatti sulle capacità di studio, analisi e controllo dei sistemi biologici acquisite mediante ricerche di fisiologia e genetica microbica, oltrechè sull’applicazione di nuove tecnologie di controllo dei processi microbiologici. Si stava delineando una diffusa applicazione delle biotecnologie avanzate in settori produttivi strategicamente importanti (agro-alimentare, farmaceutica, energetica, chimica, ambientale, ecc), e le Biotecnologie avanzate diventavano uno “strumento” per utilizzare risorse e realizzare prodotti attraverso trasformazioni ad alto grado di efficienza e selettività, impiegabili in qualsiasi settore.

Le biotecnologie erano un campo ancora giovane dove il settore agroalimentare rappresentava il settore trainante. In questo settore l’applicazione delle biotecnologie innovative ha determinato un notevole salto quanti-qualitativo, dove i microrganismi rappresentano un anello di congiunzione storico scientifico e tecnologico fra le biotecnologie tradizionali e quelle avanzate.
Alla fine degli anni ottanta in relazione agli altri paesi industrializzati, l’Italia occupava una posizione competitiva complessivamente arretrata per ciò che riguarda la ricerca biotecnologica pubblica e privata.
In questo scenario complessivo, il coinvolgimento di Università e centri di eccellenza scientifica in programmi di ricerca e di applicazioni biotecnologiche, era di importanza strategica fondamentale. L’allora Istituto di Microbiologia Agraria e Tecnica “A. Capriotti”, comprendendo tali mutamenti volle candidarsi per l’istituzione di un Dottorato di ricerca in Biotecnologie microbiche. Tale candidatura era anche rafforzata dalle importanti ricerche in campo biotecnologico intraprese, documentate dalle numerose pubblicazioni scientifiche e collaborazioni con altri enti di ricerca italiani e stranieri. 
In particolar modo l’interdisciplinarietà delle Biotecnologie microbiche offriva motivo ed occasione di collaborazione didattico-scientifica fra fisiologi e genetisti dei microrganismi, biologi molecolari, biochimici, ingegneri di processo, ambientalisti, agronomi ed altri. Il dottorato di ricerca doveva essere il  cardine di diverse competenze. L’istituzione del suddetto dottorato ha dato all’istituto la possibilità di avere un ruolo importante nello sviluppo scientifico e didattico di ricerche di base applicate, nonché nella diffusione pratico-applicativa delle stesse.
La richiesta  di istituzione del dottorato di ricerca in Biotecnologie microbiche prendeva in considerazione le seguenti linee di ricerca:

a. Indagine sul “funzionamento” (fisiologia) del microrganismo preposto ad un particolare compito con i seguenti obiettivi:

- massimizzare il grado di controllo del microrganismo, attore principale del processo di trasformazione;
- possedere le conoscenze base che servono a “programmare” organismi adatti all’uso e agli obiettivi dell’industria. In questo senso, particolare rilievo rivestono le indagini sul metabolismo regolativo e relativo controllo genetico

b.
  Indagini sulla genetica mendeliana e molecolare del microrganismo oggetto di studio e sua manipolazione genetica, secondo modalità da definire caso per caso. Ciò allo scopo di complementare gli intenti analizzati nel punto a. e di costruire microrganismi migliorati.

c.
  Indagini sulle tecnologie applicative o di processo, allo scopo di studiare e controllare il terzo elemento chiave di qualsiasi fermentazione biotecnologica, ovvero i “protagonisti non biologici”, nelle varie connotazioni (razionalizzazione e controllo dei processi, operazioni di “upstream” e “downstream”, scaling-up, economicità dei processi, commercializzazione, ecc).

In base alle linee di ricerca il dottorato si articolava in tre curricula:

  • Fisiologia dei microrganismi di interesse biotecnologico, con particolare riferimento al metabolismo regolativo e al suo controllo genetico
  • Genetica classica e molecolare dei microrganismi con particolare riferimento al Miglioramento genetico di quelli di interesse biotecnologico
  • Tecnologia delle biotecnologie microbiche liquide e solide con particolare riferimento all’ottimizzazione dei parametri colturali, razionalizzazione e controllo del processo fermentativo.

 

 

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