Agrometeorologia ed Ecofisiologia dei Sistemi Agrari e Forestali

Storia del Dottorato

      Il Corso di Dottorato in Agrometeorologia con sede amministrativa presso l'Università di Sassari e con sede consorziata l’Università' di Firenze è stato attivato nel 1990.
      L’istituzione di questo dottorato ha rappresentato, nell’ambito delle Scienze Agrarie, l’unico esempio di formazione post-laurea derivante dall’aggregazione di competenze di altri settori disciplinari (AGR/02 già G02A, AGR/03 già G02B, AGR/05 già G03A) e di altre Facoltà (Fisica, Scienze Ambientali, Ingegneria Ambientale, Scienze Naturali e Biologiche).
      Alla fine degli anni ottanta, l’Università di Sassari ha così risposto alle numerose esigenze didattiche e di ricerca in un settore che, mentre andava assumendo un'importanza crescente a livello internazionale, non trovava all'interno degli Atenei italiani progetti sistematici di ricerca o insegnamenti specifici. Le poche azioni significative derivavano, infatti, da iniziative personali di singoli docenti e ricercatori.
      Il Corso di dottorato prevedeva un'articolazione in tre curricula riguardanti (1) le risposte fisiologiche delle piante in funzione dei fattori meteorologici, (2) le esigenze climatiche delle varie specie di interesse agricolo e (3) i modelli previsionali di eventi biologici in funzione del clima.
      Dal 1990 al 2001 (fino al XIV Ciclo) sono stati assegnati ventuno titoli di dottore di ricerca in Agrometeorologia

Negli ultimi anni si è assistito a un'evoluzione della visione dell'agricoltura e della selvicoltura in termini di analisi e protezione dell'ambiente. Tale evoluzione ha condotto a un aggiornamento delle tematiche tipiche dell'agrometeorologia e ha fatto confluire nello stesso settore scientifico e di ricerca le tematiche proprie dell'ecofisiologia e dell'ecologia agraria e forestale.
E' noto che i nuovi indirizzi di politica comunitaria hanno accolto il concetto di sviluppo sostenibile nel settore agricolo e rurale: la politica dell'Unione Europea si è concretizzata non solo nella concentrazione degli aiuti alle produzioni agricole e nella corrispondente riduzione delle colture eccedentarie, ma anche nell'incentivazione di produzioni a basso carico inquinante e quindi compatibili con la tutela dell'ambiente e la valorizzazione delle risorse naturali.
Questa nuova visione presuppone una conoscenza non settoriale, ma integrata, del territorio. Il tema dello sviluppo ecocompatibile, al fine di identificare i comparti territoriali agricoli produttivi, le zone sensibili, le aree marginali, può essere quindi sviluppato solo attraverso un approccio olistico. Il miglioramento dell'habitat è quindi realizzabile attraverso diversi interventi, non necessariamente finalizzati alla produzione: mantenimento e/o ripristino degli elementi fissi del paesaggio, sistemazioni agricole tradizionali, semine di colture a perdere, incremento e/o conservazione delle aree incolte e gestione della vegetazione nelle aree messe a riposo, ricorso a lavorazioni minime del terreno nonché alla lotta integrata e biologica.

L'attenzione rivolta dall'opinione pubblica, dagli organismi internazionali e dalle istituzione governative alle tematiche ambientali hanno senz'altro dato nuovo impulso alla ricerca in campo agrometeorologico, riconoscendo la grande valenza scientifica di questa disciplina e permettendo di estenderne il campo d'azione dal settore agro-forestale a quello ambientale. Tra gli aspetti che hanno maggiormente caratterizzato l'agrometeorologia negli anni più recenti si devono ricordare le ricerche che hanno permesso di evidenziare il ruolo primario svolto dagli ecosistemi forestali o agrari nello scambio di energia, di quantità scalari (gas e temperatura) e vettoriali (quantità di moto) con l'atmosfera circostante, e quindi sulla partizione energetica alla superficie. L'insieme di questi processi è strettamente collegato all'attività fisiologica, alle caratteristiche funzionali delle strutture vegetali e alla disponibilità idrica del suolo. Inoltre la comprensione dei processi di scambio dei gas traccia tra biosfera e atmosfera costituisce una componente fondamentale per la predizione di cambiamenti climatici globali, che prospettano un futuro scenario caratterizzato da sostanziali modificazioni della struttura e della funzionalita' degli ecosistemi.

Da quanto detto è scaturita l'esigenza di aggiornare ed ampliare i curricula formativi dei precedenti cicli del corso di dottorato di ricerca in Agrometeorologia e di proporre un nuovo corso di dottorato: nasce nel 2000, a partire dal XV ciclo, il Corso di Dottorato in Agrometeorologia ed Ecofisiologia dei Sistemi Agrari e Forestali con sede amministrativa presso l'Universita' di Sassari - Dipartimento di economia e Sistemi Arborei (DESA) e con sedi consorziate l’Università degli Studi di Firenze - Dipartimento di Scienze Agronomiche e Gestione del Territorio Agro-Forestale e l’Università di Bologna - Dipartimento Scienze e Tecnologie Agroambientali (DiSTA).

A partire dal 2006 ( XXII Ciclo) il Corso di Dottorato è entrato a far parte, in qualità di Indirizzo, della Scuola di Dottorato di Ricerca in Scienze dei Sistemi Agrari e Forestali e delle Produzioni Alimentari

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